RIENTRATI IN ITALIA

Tra il 22 e il 64% dei viaggiatori in paesi tropicali presenta qualche disturbo medico dopo il rientro in patria. Spesso si tratta di piccoli malesseri che si risolvono da soli, ma a volte il problema è più grave. Nella maggioranza dei casi i disturbi si manifestano entro un mese dal rientro, ma alcune condizioni morbose (es. la schistosomiasi o la leismaniosi ) possono comparire anni dopo il viaggio.

Di conseguenza, se compaiono disturbi dopo una missione in paese tropicale è bene consultare un medico che abbia esperienza di malattie tropicali, presentandogli preferibilmente un breve promemoria che contenga queste informazioni:

★ durata e tragitto esatto dell’itinerario;
★ vaccini ricevuti, profilassi praticate (non tralasciando eventuali errori o dimenticanze nell’assunzione dei farmaci, in particolare per la profilassi malaria);
★ farmaci assunti durante il soggiorno;
★ se (oltre alle inevitabili punture di zanzare) vi siete accorti d’aver ricevuto altre punture di insetti (ragni, mosche, zecche);
★ se ci sono state condizioni di possibile assunzione di cibi o acqua contaminati (mangiare nei villaggi, mangiare pesce fresco e crostacei, nuoto in fiumi e stagni);
★ riferire eventuali contatti sessuali, anche se apparentemente non a rischio.

FEBBRE CHE COMPARE DOPO IL VIAGGIO

Le cause possono essere molteplici, legate alla regione in cui si è viaggiato, all’esposizione ecc. Certamente va presa in considerazione la malaria. Nella sezione Sul field di questa guida sanitaria abbiamo spiegato come, in ambiente rurale e lontano dalla possibilità di avere un controllo di laboratorio, a fronte di una febbre improvvisa sia possibile porre una diagnosi presuntiva di malaria e iniziare comunque il trattamento. Una volta rientrati in patria questo è da sconsigliare: bisogna certamente pensare alla malaria, ma la diagnosi va confermata possibilmente in un laboratorio che ha esperienza diagnostica (microscopica e immunoenzimatica). Da non dimenticare che alcuni tipi di malaria (es. da Plasmodium malariae) possono causare febbre anche diversi mesi dopo il contagio.

Negli ultimi anni sono poi molto aumentate le diagnosi di malattie causanti febbre diverse dalla malaria, in particolare chikungunya, dengue e febbre da morso di zecca.

DIARREA PERSISTENTE

Escludendo i casi (possibili) di infezioni multiple che si ripetono, le cause più frequenti di una diarrea che persiste anche dopo il ritorno a casa sono l’immunodepressione e le infezioni da parassiti: Giardia in primo luogo, ma anche Cryptosporidium, Entamoeba histolytica, Isospora belli, Microsporidia, Dientamoeba fragilis, e Cyclospora cayetanensis. Non sono infezioni facili da diagnosticare, ragion per cui si consiglia di rivolgersi a un centro specializzato.

E’ anche possibile che sintomi gastroenterici persistenti facciano seguito a un episodio di diarrea acuta avuto in missione, ma senza che ci siano più agenti infettivi in atto. Questo avviene a causa della diminuzione dei villi intestinali e ad alterazioni enzimatiche, specialmente nei pazienti che avevano fatto uso di antibiotici.

In attesa di chiarire la causa della diarrea, si consiglia di bere molto e continuare ad alimentarsi, malgrado la diarrea, con cibi sani e facilmente assimilabili. Non assumere antibiotici, mentre possono essere di aiuto i fermenti lattici.

E CHI STA BENE?

Non esistono linee guida dell’OMS o di altre organizzazioni che raccomandino particolari esami a chi è rientrato da una missione in paese tropicale, ma che non presenta nessun disturbo.

La pratica clinica e il buon senso ci consigliano di formulare alcuni consigli in particolari classi di pazienti a rischio:

 

rischio o esposizione esame consigliato
soggiorno inferiore a sei mesi nulla
soggiorno superiore a sei mesi in condizioni igieniche precarie Conta degli eosinofili
event. ricerca uova di parassiti nelle feci
ha camminato a piedi nudi su un terreno potenzialmente contaminato da feci test sierologico per la ricerca Strongyloides
contatto con l’acqua di fiumi, laghi, canali test sierologico per la ricerca Schistosoma
contatti sessuali screening delle malattie sessualmente trasmissibili
personale sanitario che ha lavorato in un’area a forte endemicità di tubercolosi screening TB (TST o IGRA)

IN CASO DI PROBLEMI

In caso di problemi, contattare il Centro di Medicina Tropicale più vicino. Alla pagina “centri” forniamo un elenco dei centri di buon livello in Italia.