È in scadenza a fine anno l’Accordo collettivo nazionale per la regolamentazione delle collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.) tra le Organizzazioni della Società Civile (OSC) di cui all’art. 26, comma 2, lettere a) e b), della Legge n. 125/2014 e le Organizzazioni sindacali.
L’accordo vigente, sottoscritto dalle rappresentanze delle OSC – tra cui AOI – Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale e LINK 2007 – Cooperazione in Rete – e dalle organizzazioni sindacali FeLSA CISL, NIdiL CGIL e UILTemp, ha rappresentato negli anni un importante strumento di riferimento per la regolamentazione delle collaborazioni coordinate e continuative nel settore della cooperazione internazionale.
L’intesa ha infatti consentito di definire una cornice condivisa per i rapporti di collaborazione, tenendo conto delle caratteristiche peculiari del lavoro delle OSC, spesso realizzato in contesti internazionali, in Paesi caratterizzati da condizioni operative complesse e nell’ambito di programmi e progetti che richiedono competenze specifiche, flessibilità organizzativa e capacità di adattamento.
Tra gli elementi qualificanti dell’accordo vi sono il riconoscimento della specificità delle professionalità impegnate nella cooperazione internazionale, la definizione di principi comuni per la gestione dei rapporti di collaborazione e l’attenzione alle condizioni operative delle persone coinvolte nelle attività progettuali, comprese quelle svolte in missione all’estero.
L’attuale accordo giunge alla fase conclusiva della propria vigenza e le parti in causa hanno avviato il confronto per il rinnovo, con l’obiettivo di aggiornare lo strumento alla luce delle trasformazioni intervenute nel settore e delle nuove esigenze espresse dagli operatori e dalle organizzazioni.
Tra i temi al centro della discussione la possibilità di individuare un profilo professionale adatto ad identificare le figure più giovani che si affacciano al mondo della cooperazione internazionale. Il confronto mira a valutare l’introduzione di un possibile profilo junior, pensato per consentire anche a operatori e operatrici con una limitata esperienza professionale di intraprendere un percorso in ambito internazionale e partecipare a missioni all’estero, attraverso modalità coerenti con il livello di esperienza, adeguati strumenti di accompagnamento e percorsi di crescita professionale.
L’obiettivo è favorire il ricambio generazionale nel settore, valorizzando nuovi talenti e competenze, senza perdere di vista la qualità, la responsabilità e la professionalità necessarie per operare nei contesti della cooperazione internazionale.
Il rinnovo dell’accordo rappresenta quindi un’occasione per rafforzare uno strumento nato per tutelare e riconoscere il lavoro delle persone impegnate nella cooperazione, adattandolo alle sfide attuali e alle prospettive future del settore.





